A causa dell’emergenza pandemica che stiamo vivendo si fa sempre più ricorso alla didattica a distanza, nota con l’acronimo DAD.

Questa forma di didattica sebbene offra vantaggi in termini di sicurezza è responsabile, specialmente nei più giovani, dell’aumento delle sensazioni legate all’isolamento sociale con possibili esiti depressivi.

L’adolescenza è il momento di cambiamento per eccellenza dove il giovane ha modo di sviluppare la sua personalità grazie al confronto  con 2 mondi: quello degli altri adolescenti suoi pari (amici e compagni di scuola), e quello con gli adulti esterni ai genitori e membri stretti della famiglia (maestri, insegnanti, allenatori etc). Il confronto con entrambi questi mondi genera risvolti psichici e corporei tramite la condivisione ed il confronto di esperienze con l’altro, sia diverso che simile a sé.Si costituisce così la prima impalcatura di identità del giovane individuo nel mondo. E’ risaputo che la scuola è una palestra di vita, un ammortizzatore sociale per i conflitti relazionali e adolescenziali. L’isolamento sociale e relazionale ha subito un’impennata nell’ultimo anno. Se già prima della pandemia era risaputo che i giovani preferivano la vita virtuale a quella reale, oggi questa triste verità gli è stata praticamente imposta.

                     

Con la pandemia ed il ricorso alla DAD i ragazzi hanno sperimentato ancora di più questa forma di “remotizzazione del se” diventando sempre più aggressivi, irascibili ed irritabili, tutte sensazioni che aprono le porte al sentimento di solitudine. Sebbene tali sensazioni siano sempre stati presenti in un mo

mento di grandi sconvolgimenti psicologici e fisici come quello tipico dell’adolescenza, oggigiorno sono amplificati dal distanziamento psicologico e fisico. Nei casi gravi si parla di una vera e propria malattia riconosciuta in ambito psicopatologico nota come sindrome di HIKIKOMORI termine giapponese che significa ‘ritirarsi’. Questa condizione fu evidenziata già prima della pandemia tra i ragazzi giapponesi ed ora si è sviluppata anche in occidente.

Nella Sindrome di Hikikomori il giovane tende a vivere quasi esclusivamente nella propria camera, che deve rimanere chiusa all’accesso di altri. Il ragazzo arriva quasi a non uscirne più mangiando e lasciando rifiuti dentro la camera. La pandemia ha portato all’ isolamento forzato all’interno di un ambiente domestico che l’adolescente sente stretto, e che quindi può generare un carico cognitivo di aumento di stress, ansia, preoccupazione e rabbia.

                     

E’ ovvio che non è la DAD la causa della sindrome di Hikikomori o di altri disturbi psicologici dell’adolescente, ma è importante essere consap

evoli (soprattutto per i genitori) di come l’isolamento e il distanziamento siano correlati ad un maggior risch

io di sviluppare un disturbo depressivo e di quanto sia importante l’ identificazione e la precoce gestione di queste condizioni.

Tra gli interventi più importanti che si devono mettere in anno ricordiamo:

1) Organizzare una rete un supporto tra tutti gli adulti che ruotano intorno al ragazzo/a (insegnanti, genitori, allenatori, parenti stretti) che devono essere consapevoli delle fragilità del ragazzo.

2) Porre attenzione, senza creare inutili ansie ed allarmismi, alle abitudini alimentari e alla modificazione dei ritmi sonno-veglia che possono essere le prime spie del manifestarsi di un malessere psicologico.

3) Creare un ambiente di ascolto non giudicante ed interessato in cui il giovane, da solo o con la sua famiglia, possa esprimere le sue emozioni, partendo, perché no, da quelle dei genitori.

 

Il supporto del professionista Psicologo rimane in alcuni casi indispensabile sia per coordinare tutti gli interventi da mettere in atto sia per dare i giusti consigli ed il giusto ascolto ai ragazzi e alle loro famiglie, il tutto per uscire coesi e sereni da questo momento di difficoltà.

 

Dott.ssa Patrizia Maroni Psicologa e Psicoanalista

La Psicologa Dott.ssa Patrizia Maroni

Credo nella psicologia e nel cambiamento che essa porta nelle persone: attenzione al mondo giovanile, all’ansia sociale e generalizzata… tanti sono gli aspetti affrontati dalla dottoressa Patrizia Maroni.

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